Riga 11 Alberto Giacometti
Riga 11
Alberto Giacometti
a cura di Marco Belpoliti
e Elio Grazioli
1997

Trent'anni dalla scomparsa di Giacometti e il suo nome è una leggenda.
La sua figura di artista si mescola a quella dell'uomo che abitava il provvisorio studio di Rue Hippolyte-Maindron, al frequentatore dei bistrot di Montparnasse, amico di prostitute e filosofi, interlocutore di scrittori come Genet, Sartre, Beckett, ma anche a quella del surrealista le cui sculture suscitarono l'entusiasmo di Breton e Dalì, prima che voltasse di colpo le spalle a quell'esperienza e tornasse in totale solitudine alla ricerca da cui era partito.
Questo numero di «Riga» è il tentativo di non farla finita troppo presto col «fallimento» di Giacometti, un fallimento di non facile catalogazione o redenzione, di non fare di lui il «maledetto», il «diverso», da seppellire, come si faceva un tempo, fuori dalle mura della città, prima, e l'artista di successo da idolatrare in grandi mostre internazionali, poi.
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